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Valutazione dei beta-bloccanti e sopravvivenza tra i pazienti ipertesi con tumore a cellule renali


L'uso di beta-bloccanti è associato a una sopravvivenza migliore per le malignità non-urologiche multiple.
È stata valutata l'associazione tra l'utilizzo di beta-bloccanti e la sopravvivenza tra i pazienti ipertesi gestiti chirurgicamente con carcinoma renale a cellule chiare ( ccRCC ).

I pazienti ipertesi con tumore ccRCC, sottoposti a nefrectomia radicale o parziale tra il 2000 e il 2010, sono stati identificati dal registro di nefrectomia.
È stato determinato l'uso di beta-bloccanti entro 90 giorni prima dell'intervento.
Sono state valutate le associazioni tra utilizzo di beta-bloccanti e rischio di progressione della malattia, morte da carcinoma a cellule renali ( RCC ) e mortalità per tutte le cause.

In totale sono stati identificati 913 pazienti ipertesi sottoposti a nefrectomia parziale o radicale per tumore renale a cellule chiare.
Di questi, 104 ( 11% ) avevano fatto uso documentato di beta-bloccanti entro 90 giorni prima dell'intervento.

All’ultimo follow-up ( mediana 8.2 anni tra i sopravvissuti ), 258 pazienti hanno mostrato una progressione ( mediana 1.6 anni dopo la chirurgia ) e 369 pazienti erano morti ( media 4.1 anni dopo la chirurgia ), di cui 138 morti acausa di carcinoma a cellule renali.

Dopo aggiustamento per i punteggi PROG ( sopravvivenza senza progressione ) e SSIGN ( sopravvivenza specifica al cancro ), l'uso di beta-bloccanti non è risultato associato in modo significativo al rischio di progressione della malattia ( hazard ratio, HR=0.94; P=0.80 ) o al rischio di morte da carcinoma a cellule renali ( HR=0.74; P=0.35 ).

Allo stesso modo, all'analisi multivariabile regolata per le caratteristiche clinico-patologiche, non esisteva una associazione significativa tra l'uso di beta-bloccanti e il rischio di mortalità per tutte le cause ( HR=0.83; P=0.27 ).

In conclusione, l'uso di beta-bloccanti per l'ipertensione entro 90 giorni prima dell'intervento chirurgico non è risultato associato a rischio di progressione, morte da carcinoma a cellule renali o morte per qualsiasi causa. ( Xagena2017 )

Parker WP et al, Urologic Oncology 2017; 35: 36.e1-36.e6

Xagena_OncoUrologia_2017



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