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Sorveglianza attiva verso attesa vigile per il cancro alla prostata localizzato


Una percentuale crescente dei casi di cancro alla prostata viene gestita in modo conservativo. Tuttavia, non esistono studi randomizzati o consenso relativi alla strategia di follow-up ottimale.

Sono state confrontate l'aspettativa di vita e la qualità di vita tra l'attesa vigile e le diverse strategie di sorveglianza attiva in uomini statunitensi di età a partire da 50 anni, con diagnosi di tumore prostatico localizzato che hanno scelto la gestione conservativa con attesa vigile o sorveglianza attiva utilizzando diversi protocolli di test (antigene prostatico specifico [ PSA ] ogni 3-6 mesi, biopsia ogni 1-5 anni o risonanza magnetica ).

I risultati primari erano gli anni di vita e gli anni di vita aggiustati per la qualità ( QALY ). Gli esiti secondari hanno incluso trattamento radicale, metastasi e morte per tumore alla prostata.

Tutte le strategie di sorveglianza attiva hanno prodotto più anni di vita rispetto alla vigile attesa. I rischi nella vita di morte da carcinoma alla prostata e metastasi sono stati, rispettivamente, del 5.42% e del 6.40% con la sorveglianza attiva rispetto a 8.72% e 10.30% con vigile attesa.

La sorveglianza attiva ha prodotto più QALY rispetto alla vigile attesa tranne che in coorti di età superiore a 65 anni alla diagnosi, o quando le complicanze correlate al trattamento erano a lungo termine.

Anche la strategia di follow-up preferita è stata sensibile alla valutazione da parte delle persone dei benefici a breve termine rispetto a quelli a lungo termine ( preferenza temporale ). 

In base al protocollo di sorveglianza attiva, il 30-41% è stato sottoposto a trattamento radicale entro 10 anni.

L’estensione dell'intervallo della biopsia di sorveglianza da 1 a 5 anni ha ridotto leggermente gli anni di vita, con una differenza di 0.26 in QALY.

In conclusione, la sorveglianza attiva estende la vita più della vigile attesa, in particolare per gli uomini con caratteristiche di rischio più elevato, ma ciò è in parte compensato dal decremento nella qualità di vita poiché molti uomini alla fine ricevono un trattamento. ( Xagena )

Loeb S et al, Eur Urol 2017; 72: 899-907

Xagena_OncoUrologia_2017



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