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Pembrolizumab per il trattamento dei pazienti con carcinoma della vescica non-muscolo-invasivo ad alto rischio, non-responder a BCG: oltre due anni di follow-up di KEYNOTE-057


Pembrolizumab ( Keytruda ) è stato approvato per il trattamento del carcinoma della vescica non-muscolo-invasivo ( NMIBC ) ad alto rischio ( HR ) sulla base dei risultati dello studio di fase 2 KEYNOTE-057.

I ricercatori hanno presentato i risultati di sicurezza, efficacia e post-trattamento con 2 anni o più di follow-up di KEYNOTE-057 Coorte A.

I pazienti con carcinoma in situ ( CIS ) ad alto rischio, istologicamente confermato, non-responsivo a BCG ( Bacillus Calmette-Guérin ) con o senza tumori papillari che hanno ricevuto una adeguata terapia a base di BCG e non erano stati ammessi o non hanno optato per la cistectomia radicale ( RC ) hanno ricevuto Pembrolizumab 200 mg Q3W ( ogni 3 settimane ) per un massimo di 2 anni o fino al ripresentarsi della malattia, progressione o tossicità inaccettabile.

L'endpoint primario era il tasso di risposta completa ( CRR ). Gli endpoint secondari chiave erano la durata della risposta ( DOR ) e la sicurezza.

Inizialmente sono stati arruolati 102 pazienti, e 96 sono stati inclusi nell'analisi di efficacia. Il tempo mediano dall'arruolamento al cut-off dei dati è stato di 28.4 mesi ( intervallo 18.2-40.5 ).

Il tasso di risposta completa è stato del 40.6% ( IC al 95%, 30.7-51.1 ) e la durata mediana della risposta è stata di 16.2 mesi ( intervallo da 0+ a 30.4+ ).

Tra i 39 pazienti con risposta completa, 18 ( 46.2% ) hanno presentato una durata della risposta completa maggiore o uguale a 12 mesi.

Non c'è stata nessuna progressione a carcinoma della vescica muscolo-invasivo o metastatico durante il trattamento in studio.

La sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) mediana e la sopravvivenza globale ( OS ) non sono state raggiunte.
A 12 mesi, la sopravvivenza PFS è stata dell'82.7% e la sopravvivenza globale del 97.9%.

Un totale di 36 pazienti ( 37.5% ) sono stati sottoposti a cistectomia radicale dopo l'interruzione del trattamento in studio, che includeva 9 pazienti su 22 ( 40.9% ) che avevano recidivato dopo la risposta completa iniziale e 27 su 57 ( 47.4% ) non-responder.
Dei 36 che sono stati sottoposti a cistectomia radicale, 33 ( 91.6% ) non hanno presentato upstaging patologico a carcinoma della vescica muscolo-invasivo e 3 ( 8.3% ) avevano malattia pT2 al momento della cistectomia radicale.

Per i trattamenti successivi diversi dalla cistectomia radicale, 27 pazienti su 96 ( 28.1% ) hanno ricevuto terapia intravescicale aggiuntiva ( ad es. BCG, Gemcitabina o Mitomicina ), 21 su 96 ( 21.9% ) sono stati sottoposti a procedure locali ( ad es. TURBT ) e 3 di 96 ( 3.1% ) hanno ricevuto terapia sistemica ( ad es. Pembrolizumab ).

In 102 pazienti trattati con Pembrolizumab, si sono verificati effetti avversi correlati al trattamento ( TRAE ) in 67 ( 65.7% ) pazienti; i TRAE più frequentemente riportati sono stati: affaticamento, prurito e diarrea ( 10.8% ciascuno ).
TRAE di grado 3/4 si sono verificati in 13 pazienti ( 12.7% ), e 21 pazienti ( 20.6% ) hanno manifestato effetti avversi immuno-mediati.
Non sono stati riscontrati TRAE di grado 5.

In conclusione, dopo più di 2 anni di follow-up, è stata osservata un'attività durevole e clinicamente significativa di Pembrolizumab nei pazienti che presentavano carcinoma in situ ad alto grado non-responder a BCG con o senza tumori papillari e che non erano ammissibili o che non avevano optato per la cistectomia radicale.
Pembrolizumab non sembra limitare l'opportunità di successive terapie, inclusa la cistectomia radicale.
Il profilo di sicurezza era coerente con quanto riportato in letteratura. ( Xagena )

Fonte: American Society of Clinical Oncology ( ASCO ) Virtual Meeting, 2020

Xagena_OncoUrologia_2020



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