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Intervento ritardato per piccole masse renali inizialmente gestite con sorveglianza attiva


Un certo numero di pazienti trattati mediante sorveglianza attiva delle loro piccole masse renali ( 4 cm o inferiori ), successivamente possono essere sottoposti a un intervento ritardato.
Le indicazioni, i tempi e i tassi di intervento ritardato non sono stati determinati in modo prospettico.

I dati provenienti dallo studio DISSRM ( Delayed Intervention and Surveillance for Small Renal Masses ), un registro prospettico di più Centri, sono stati utilizzati per valutare i fattori associati a intervento ritardato tra il 2009 e il 2018.

Dei 371 pazienti arruolati nel gruppo sorveglianza attiva, 46 ( 12.4% ) hanno subito intervento ritardato.
I pazienti che hanno subito intervento ritardato avevano trascorso una mediana di 12 mesi in sorveglianza, avevano un migliore stato funzionale ( P minore di 0.01 ) e avevano un tasso di crescita mediana maggiore rispetto a quelli che erano rimasti in sorveglianza ( 0.38 vs 0.05, P minore di 0.001 ).

Le indicazioni per l'intervento includevano un tasso di crescita superiore a 0.5 cm/anno per 23 pazienti ( 50% ), la preferenza del paziente per 22 soggetti ( 47.8% ) e la programmazione di un trapianto renale in 1 paziente ( 2.2% ).

Sono stati sottoposti 32 pazienti ( 69.6% ) a chirurgia risparmiatrice del nefrone, 5 ( 10.9% ) a nefrectomia radicale e 9 ( 19.6% ) pazienti a crioablazione percutanea.
La biopsia della massa renale è stata utilizzata in 37 ( 11.4% ) e 15 ( 32.7% ) pazienti nei bracci sorveglianza attiva e intervento ritardato, rispettivamente ( P=0.04 ).

Nessun paziente ha manifestato progressione metastatica o è morto per tumore ai reni.

Poiché quasi il 50% dei pazienti subisce intervento ritardato secondario ad ansia in assenza di progressione clinica, una consulenza completa è essenziale per determinare se i pazienti sono adatti per un protocollo di sorveglianza.
La sorveglianza attiva rimane una opzione di gestione iniziale sicura per molti pazienti, ma potrebbe non essere una strategia duratura per i pazienti che sono candidati alla chirurgia con un'aspettativa di vita estesa.
L'intervento ritardato non compromette gli esiti oncologici né limita le opzioni di trattamento. ( Xagena )

Gupta M et al, Urologic Oncology: Seminars and Original Investigations 2019; 37: 18-25

Xagena_OncoUrologia_2019



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