Controversies in Genitourinary Tumors
SIUrO  Società Italiana di Urologia Oncologica
ASCO Meeting

Carcinoma renale avanzato: esiti basati su precedente terapia con inibitori della tirosin-chinasi di VEGFR e con inibitori del checkpoint immunitario PD-1 nello studio METEOR


L’ottimizzazione della sequenza della terapia sistemica per migliorare gli esiti nei pazienti con carcinoma a cellule renali ( RCC ) in fase avanzata rimane una sfida clinica.
Cabozantinib ( Cometriq ), un inibitore della tirosin-chinasi ( TKI ), è stato recentemente valutato nei pazienti con carcinoma a cellule renali e uno o più precedenti inibitori della tirosin-chinasi di VEGFR nello studio METEOR di fase 3.

Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, migliorando in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) rispetto a Everolimus ( mediana 7.4 vs 3.8 mesi, hazard ratio, HR=0.58, P minore di 0.001 ).

Sono stati valutati i risultati clinici di una precedente terapia con inibitori della tirosin-chinasi di VEGFR con Sunitinib ( Sutent ) e Pazopanib ( Votrient ) e una precedente terapia anti-PD-1 / PD-L1.

Sono stati randomizzati 658 pazienti ( stratificati per gruppi di rischio MSKCC e numero di precedenti inibitori della tirosin-chinasi di VEGFR ) a ricevere Cabozantinib ( 60 mg al giorno ) oppure Everolimus ( 10 mg al giorno ).

Le misure di esito cliniche includevano la sopravvivenza libera da progressione ( endpoint primario ), il tasso di risposta obiettiva ( ORR ), la sopravvivenza globale ( OS ) e la sicurezza.

Le caratteristiche demografiche e di base dei pazienti che hanno ricevuto solo Sunitinib ( n=267 ) oppure solo Pazopanib ( n=171 ) come prima terapia VEGFR TKI sono risultate simili, e sono state anche equilibrate per Cabozantinib versus Everolimus.

I risultati di efficacia della precedente terapia erano coerenti con l'analisi primaria della sopravvivenza libera da progressione.

Il numero di precedenti terapie con inibitori della tirosin-chinasi di VEGFR non ha influenzato i risultati di efficacia per Cabozantinib vs Everolimus.

Nei pazienti con Sunitinib, come solo precedente inibitore della tirosin-chinasi, la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 9.1 mesi per Cabozantinib versus 3.7 mesi per Everolimus ( HR=0.43 ), mentre nei pazienti con solo precedente Pazopanib, la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 7.4 mesi per Cabozantinib versus 5.1 mesi per Everolimus ( HR=0.67 ).

Il tasso di risposta obiettiva in base alla revisione indipendente radiologica con Cabozantinib è stato del 16% per i pazienti con solo precedente Sunitinib e 19% per il solo precedente Pazopanib rispetto al 3% e 3.6% con Everolimus.

Nei pazienti con precedente terapia anti-PD-1 / PD-L1 ( n=32; soprattutto Nivolumab), l’hazard ratio è stato pari a 0.22 a favore di Cabozantinib.

Non è stato possibile stimare la sopravvivenza mediana libera da progressione per Cabozantinib, mentre è stata di 4.1 mesi per Everolimus.
Il tasso di risposta obiettiva è stato del 22% per Cabozantinib e 0% per Everolimus.

Gli eventi avversi più comuni riportati per i pazienti con solo precedente Sunitinib, solo precedente Pazopanib, e precedente terapia anti-PD-1 / PD-L1 sono stati coerenti con il profilo generale di sicurezza in questa popolazione.

In conclusione, i risultati di efficacia di una precedente terapia con inibitori della tirosin-chinasi di VEGFR e di una precedente terapia anti-PD-1 / PD-L1 favoriscono costantemente Cabozantinib, come è stato riscontrato nell'analisi primaria.
Cabozantinib dovrebbe essere considerata una nuova opzione di trattamento nei pazienti precedentemente trattati con carcinoma a cellule renali a prescindere dalla precedente terapia sistemica. ( Xagena2016 )

Powles T et al, J Clin Oncol 2016; 34 ( suppl; abstr 4557 )

Xagena_OncoUrologia_2016



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